Voglio

Mi è stato portato via il diritto d’essere donna.
mi è stato strappato via il desiderio
la voglia e il sogno dalle mani.
Tutti i santissimi giorni mi viene portato via,
il sogno d’essere una giovane madre ed una giovane moglie.
Essere giovane e desiderare una vita
più di ogni altra cosa è un diritto,
Avere paura di non poter concepire è un diritto.
Ma in chi mi parla, ed occasionalmente ascolta
avverto nitidamente il tentativo di ancorarmi alla mia giovinezza,
Avverto in loro il desiderio di bloccarmi e temo possano riuscirci.
Dentro me c’è sempre stato spazio,
nella mia mente siamo sempre state ufficialmente in due
e non è mai stato un grosso problema, dunque perchè mai una vita dovrebbe essere un’ ingombro per me o addirittura per gli altri.
Ma loro mi costringono a non pensare
ma io voglio pensare!
voglio osare e voglio rischiare,
voglio guardare,
voglio lavorare e voglio guadagnare.
Voglio programmare,
voglio respirare
e smettere di fumare.
Voglio sognare,
voglio dormire quando mi va
voglio liberarmi delle medicine.
Voglio essere felice,
voglio impazzire
per poi riprendere il controllo
voglio arrabbiarmi,
voglio strillare
e voglio finire a ridere forte da non respirare.
Voglio progettare,
voglio scegliere
voglio decidere.
Voglio viaggiare,
voglio conoscere
voglio imparare.
Voglio parlare
voglio dimenticare,
voglio rimediare
voglio ricominciare.
voglio ricordare,
voglio vivere ed amare
fino alla fine dei giorni,
mi voglio sposare
e voglio diventare madre.

Non ho mai saputo nuotare

Non ho mai saputo nuotare.
Innumerevoli spiagge hanno accarezzato i miei piedi
Innumerevoli mari hanno bagnato la mia pelle,
Innumerevoli volte mi sono trovata
In oceani neri.
Ed intorno a me banchi di pescecani affamati
pronti a sbranare senza paura alcuna
i miei sogni.
Tutte le volte sul fondo di questi bui oceani
mi sono ritrovata, distrutta e mutilata,
privata dei miei preziosissimi
piccoli grandi sogni.
La salvezza dove si trovava
l’ho capito troppo tardi suppongo,
Sogno dopo sogno strappatomi via
ho creduto fermamente per un momento
d’aver trovato la giusta direzione della marea.
ed invece tutto il contrario.
Ho saputo gallegiare si,
ma per un breve istante
durato forse un pò troppo a lungo.
Ma prima di trovare il modo,
il giusto modo di nuotare per arrivare ad intravedere
anche solo un frammento, di quella terra ferma
che ardentemente desideravo raggiungere
ettolitri d’acqua amara
e nera come il catrame ho dovuto igoiare.
Mai più i miei sogni rivedrò,
e penso, forse, è meglio
perchè chi l’ha detto
che quello fosse il giusto modo,
il giusto modo di sognare?
Nessuno mai m’ha detto errato.
Ma infondo, giusto o sbagliato
che fosse neppure l’ombra rivedrò
di quei miei stupidissimi sogni.
Ma probabilmente un giorno
magari non troppo lontano riuscirò
a costruirne degli altri, magari riuscirò di nuovo
a crederci forte,
tanto forte quanto lo facevo prima,
ed anche più.

Capolinea

È arrivato il momento
Non c’è più tempo,
Non c’è più scusa
che trattenga questo autobus
che ha intrapreso vie di perdizione
strade sbagliate.
Ed ora non c’è più tempo
non c’è più scusa per le stronzate.
L’orologio parla,
È arrivata la responsabilità
Dice sei diventata grande
Ed ora basta, è arrivata l’ora
di vivere responsabilmente
di vivere con amore
di vivere con voglia
di vivere con delicatezza
con leggerezza con fermezza
ma anche con durezza
Perché è finito il tempo,
il tempo dell’adolescenza.

Poche ore

Volevo dirti che

quando non ci sei

quei rari giorni in cui non sei accanto a me,

il mio respiro s’accorcia

il mio stomaco ribolle,

le pareti mi schiacciano

e i miei nervi si tendono come corde di violino.

E giuro, non c’è medicina che tenga

e che trattenga la mia sofferenza,

non c’è ansiolitico che plachi

quel mio senso di vuoto.

giuro amore mio,

poche ore bastano alla mia mente

quando sei lontano da me

per sentire l’abbandono.

Poche ore e la mia mente

come il mio corpo

percepisce il gelido vuoto

di quando ci si trova soli

in mezzo a una miriade di persone.

È stano ma, volevo che sapessi

che poche ore lontano da te

mi fanno sentire come se il mondo intero

crollasse sotto le mie fragili gambe,

ed io cadessi nel buio d’un burrone

profondo senza fine.

QQ

Quanto dolore ha provato
questa mia anima ormai livida.
Quando ha cercato amore
e l’amore le ha donato botte,
quando ha gridato con forza
e nessuno l’ha sentita.
Quanto insicura e impaurita
adesso è questa mia fragile anima
al solo pensiero d’essere nuovamente scoperta,
Al solo pensiero d’essere nuovamente sfiorata.
Ha ormai perso colore
ed ora trema, come una foglia tema
Nell’attesa dell’arrivo,
d’un amore pure e gentile,
Nell’attesa d’un amore che la faccia rifiorire.