Sanguisuga

Come una sanguisuga
Succhi il mio sangue e lo infetti,
Infetti la mia anima
E i miei respiri li rendi pesanti
Aumenti i miei battiti
E mi fai saltare il cuore.
Succhi le mie energie
proprio come fossi una sanguisuga,
Mi rendi stanca,
Mi mandi in paranoia
Ed io non posso niente
Perché tu sei forte,
più forte di me.
L’unica cosa che posso fare
È continuare ingurgitare pillole
per metterti all’angolo e farti tacere,
ma anche questo
rende il mio corpo più stanco
e la mia mente più contusa,
Sei maledetta ed assetata
Ed io impotente e disperata.

Il tempo

Scappa, veloce correndo

il tempo scivola come sapone,

come un pesce guizza via lontano lontano

dalle mie sottili mani.

Il tempo da me scappa via, correndo correndo

come fosse arrabbiato come fosse un uragano.

La mia figura non distingue

il giorno dalla notte.il buio e la luce continuamente

giocano e si sovrappongono di colpo.

E quando forse dovrebbe andare più veloce,

più lento d’una lumaca va questo tempo.

Quando attendere è più snervante lui

come un verme striscia, fastidiosamente lento.

Come vorrei poter avere il controllo,

ma impotente sono difronte a lui

che domina la mia vita e la gira e rigira a suo piacimento.

Io che dipendo da lui,

io come un pesce rosso giro

e rigiro nervosamente nel mio acquario,

quell’acquario che rispecchiale quattro mura della mia dimora.

Ed io che lentamente mi muovo all’interno di essa

mi lego nell’assordante silenzio

nel vuoto di quattro pareti.

silenziosamente prendo fuoco,

rosico perché impotente non posso che attendere.

E non c’è cosa più snervante che possa fare di pazientare.

Come quando da ragazzina rimembri che il natale è poco distante

e impaziente ne aspetti l’arrivo

ed il giorno precedente la vigilia

t’accorgi che non cambia niente

e che forse è meglio il capodanno.

la festa e il delirio di chi sfatto e fatto

aspetta l’arrivo d’un nuovo anno

per dimenticare quello passato.

Non ho mai saputo nuotare

Non ho mai saputo nuotare.
Innumerevoli spiagge hanno accarezzato i miei piedi
Innumerevoli mari hanno bagnato la mia pelle,
Innumerevoli volte mi sono trovata
In oceani neri.
Ed intorno a me banchi di pescecani affamati
pronti a sbranare senza paura alcuna
i miei sogni.
Tutte le volte sul fondo di questi bui oceani
mi sono ritrovata, distrutta e mutilata,
privata dei miei preziosissimi
piccoli grandi sogni.
La salvezza dove si trovava
l’ho capito troppo tardi suppongo,
Sogno dopo sogno strappatomi via
ho creduto fermamente per un momento
d’aver trovato la giusta direzione della marea.
ed invece tutto il contrario.
Ho saputo gallegiare si,
ma per un breve istante
durato forse un pò troppo a lungo.
Ma prima di trovare il modo,
il giusto modo di nuotare per arrivare ad intravedere
anche solo un frammento, di quella terra ferma
che ardentemente desideravo raggiungere
ettolitri d’acqua amara
e nera come il catrame ho dovuto igoiare.
Mai più i miei sogni rivedrò,
e penso, forse, è meglio
perchè chi l’ha detto
che quello fosse il giusto modo,
il giusto modo di sognare?
Nessuno mai m’ha detto errato.
Ma infondo, giusto o sbagliato
che fosse neppure l’ombra rivedrò
di quei miei stupidissimi sogni.
Ma probabilmente un giorno
magari non troppo lontano riuscirò
a costruirne degli altri, magari riuscirò di nuovo
a crederci forte,
tanto forte quanto lo facevo prima,
ed anche più.

Capolinea

È arrivato il momento
Non c’è più tempo,
Non c’è più scusa
che trattenga questo autobus
che ha intrapreso vie di perdizione
strade sbagliate.
Ed ora non c’è più tempo
non c’è più scusa per le stronzate.
L’orologio parla,
È arrivata la responsabilità
Dice sei diventata grande
Ed ora basta, è arrivata l’ora
di vivere responsabilmente
di vivere con amore
di vivere con voglia
di vivere con delicatezza
con leggerezza con fermezza
ma anche con durezza
Perché è finito il tempo,
il tempo dell’adolescenza.