Sirene spianate

Pesante come un macigno
e terribilmente straziatante
è stato il mio grido d’aiuto
una notte d’estate,
le luci blu e una sirena spianata
per me il silenzio più assordante,
Per gli altri il terrore e l’attesa.
Pesante come un macigno è
la verità da portarsi dietro
la verità da dire agli altri,
la verità da spiegare alla famiglia,
E successivamente ai medici.
Ma sono viva
la verità è anche questa,
Sono viva e con le mie piccole gambe
faccio passi da gigante verso
una vita più spensierata,
verso il cambiamento e la stabilità
e con questi versi cerco la serenità.

Sanguisuga

Come una sanguisuga
Succhi il mio sangue e lo infetti,
Infetti la mia anima
E i miei respiri li rendi pesanti
Aumenti i miei battiti
E mi fai saltare il cuore.
Succhi le mie energie
proprio come fossi una sanguisuga,
Mi rendi stanca,
Mi mandi in paranoia
Ed io non posso niente
Perché tu sei forte,
più forte di me.
L’unica cosa che posso fare
È continuare ingurgitare pillole
per metterti all’angolo e farti tacere,
ma anche questo
rende il mio corpo più stanco
e la mia mente più contusa,
Sei maledetta ed assetata
Ed io impotente e disperata.

Non ho mai saputo nuotare

Non ho mai saputo nuotare.
Innumerevoli spiagge hanno accarezzato i miei piedi
Innumerevoli mari hanno bagnato la mia pelle,
Innumerevoli volte mi sono trovata
In oceani neri.
Ed intorno a me banchi di pescecani affamati
pronti a sbranare senza paura alcuna
i miei sogni.
Tutte le volte sul fondo di questi bui oceani
mi sono ritrovata, distrutta e mutilata,
privata dei miei preziosissimi
piccoli grandi sogni.
La salvezza dove si trovava
l’ho capito troppo tardi suppongo,
Sogno dopo sogno strappatomi via
ho creduto fermamente per un momento
d’aver trovato la giusta direzione della marea.
ed invece tutto il contrario.
Ho saputo gallegiare si,
ma per un breve istante
durato forse un pò troppo a lungo.
Ma prima di trovare il modo,
il giusto modo di nuotare per arrivare ad intravedere
anche solo un frammento, di quella terra ferma
che ardentemente desideravo raggiungere
ettolitri d’acqua amara
e nera come il catrame ho dovuto igoiare.
Mai più i miei sogni rivedrò,
e penso, forse, è meglio
perchè chi l’ha detto
che quello fosse il giusto modo,
il giusto modo di sognare?
Nessuno mai m’ha detto errato.
Ma infondo, giusto o sbagliato
che fosse neppure l’ombra rivedrò
di quei miei stupidissimi sogni.
Ma probabilmente un giorno
magari non troppo lontano riuscirò
a costruirne degli altri, magari riuscirò di nuovo
a crederci forte,
tanto forte quanto lo facevo prima,
ed anche più.